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	<title>MARKETERS</title>
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		<title>Kunerango: una nuova piattaforma per un&#8217;università 2.0</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 15:11:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mktrsclubvenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Digital Week 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Ca' Foscari Digital Week]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo mesi di organizzazione, Mercoledì 08 maggio si è finalmente inaugurata la prima giornata della Digital Week nella cornice della sede centrale dell’Università Ca’ Foscari, da sempre in grado di [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mktrsclub.wordpress.com&#038;blog=32871381&#038;post=327&#038;subd=mktrsclub&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="size-large wp-image-328">Dopo mesi di organizzazione, Mercoledì 08 maggio si è finalmente inaugurata la prima giornata della Digital Week nella cornice della sede centrale dell’Università Ca’ Foscari, da sempre in grado di affascinare e sorprendere.<br />
Tra i vari incontri in programma uno ci stava particolarmente a cuore: quello con il team di <a href="https://www.kunerango.com/it/landing">Kunerango</a>, invitato alla Digital proprio da noi del Marketers Club, incontro raccontato anche nel blog <a href="http://www.fmvmag.com/it">FMV</a>, di cui ringraziamo le autrici.<br />
Siamo convinti infatti che l’Università sia destinata a cambiare grazie al supporto della tecnologia e di Internet e pensiamo che Kunerango sia un primo passo verso quella che potrebbe diventare un’Università 2.0.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/05/1.jpg"><img class="aligncenter" alt="Kunerango@Ca' Foscari Digital week" src="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/05/1.jpg?w=470&#038;h=470" width="470" height="470" /></a></p>
<p>L’idea di questa startup è nata proprio da cinque ragazzi che hanno individuato un problema che affligge molti studenti come loro: un’eccessiva frammentazione degli strumenti che normalmente vengono utilizzati nel mondo dell’educazione.<br />
Facebook, Dropox, Youtube o Skype infatti, sono tutti validi strumenti presi singolarmente, ma se utilizzati in contemporanea possono portare a una perdita di attenzione, a una comunicazione inefficace e a uno scambio di informazioni inefficiente.</p>
<p>Kunerango a tutti questi problemi vuole dare una soluzione unica: la sua.<br />
Lezioni in real time, ricevimenti online, scambio di appunti, gruppi di studio con il sussidio di lavagne multimediali e condivisione di video fino ad arrivare agli aspetti più social come la possibilità di stringere amicizie e di chattare con i propri compagni e colleghi. Tutto attraverso un’unica piattaforma pensata per studenti e professori e caratterizzata da un sistema operativo facile e intuibile che permette fin dal primo accesso di ottenere una buona padronanza dei vari strumenti.<br />
Kunerango inoltre non si rivolge solo alle università, ma anche al mondo dei professionisti attraverso corsi di formazione e corsi di computer e grafica disponibili per tutti (già attivati quelli di <a href="http://www.bigrock.it/newBig/">BigRock</a>).</p>
<div id="attachment_334" class="wp-caption aligncenter" style="width: 480px"><a href="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/05/5.jpg"><img class="size-large wp-image-334" alt="Si ringrazia per la foto le autrici di http://www.fmvmag.com/" src="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/05/5.jpg?w=470&#038;h=311" width="470" height="311" /></a><p class="wp-caption-text">Si ringrazia per la foto le autrici di FMV</p></div>
<p>Partita dall’università degli studi di Ferrara, ora Kunerango è presente in versione beta anche per la Ca’ Foscari di Venezia, per l’ Università degli studi di Padova, per l’ Alma Mater Studiorum di Bologna e per lo IUSVE di Venezia e Verona. Iscriversi è facile, basta accedere con il vostro indirizzo mail universitario e selezionare facoltà e corso di laurea.<br />
Gli esami si stanno avvicinando e io vado a studiare con i miei amici nel nostro gruppo di studio; e voi cosa aspettate? In bocca al lupo a tutti e ancora grazie al team di Kunerango per aver accettato il nostro invito!</p>
<p style="text-align:right;"><strong>Nicola Tonus</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mktrsclub.wordpress.com/327/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mktrsclub.wordpress.com/327/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mktrsclub.wordpress.com&#038;blog=32871381&#038;post=327&#038;subd=mktrsclub&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Richiesta di contatto</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 06:17:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mktrsclubvenice</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vorrei fare una riflessione su un aspetto che data la fortissima diffusione di tutti i tipi di social network possibili ed immaginabili, ed il grado di penetrazione che i più importanti stanno [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mktrsclub.wordpress.com&#038;blog=32871381&#038;post=316&#038;subd=mktrsclub&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/05/wpid-strettadimano.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-317" alt="wpid-strettadimano" src="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/05/wpid-strettadimano.png?w=470&#038;h=297" width="470" height="297" /></a>Vorrei fare una riflessione su un aspetto che data la fortissima diffusione di tutti i tipi di social network possibili ed immaginabili, ed il grado di penetrazione che i più importanti stanno avendo, non può più essere messo in secondo piano.</p>
<p>L&#8217;idea l&#8217;ho sentita a diverse tavole rotonde, emerge dal web, e ha come base la richiesta diamicizia/collegamento.</p>
<p>Sia Linkedin, Facebook, o un altro social network in cui la richiesta di contatto è reciproca e non solo di tipo following come Twitter o Google+, la tipologia di richiesta che si va a proporre al contatto dovrebbe essere, nella maggior parte accompagnata da un messaggio di presentazione, di saluto, di ricordo  dell&#8217;occasione in cui si ha conosciuto il contatto, soprattutto nei casi in cui le due persone sono state presentate una sola volta, si sono incontrate di sfuggita, o addirittura la proposta di contatto è stata effettuata sulla base di amicizie in comune.</p>
<p><strong>Come per dire, bussi alla mia porta, e non mi dici chi sei.</strong></p>
<p>Sempre più spesso invece, si denota una tendenza del tipo &#8220;ma sì, proviamo a richiedere il contatto, uno più, uno meno/tutto fa brodo&#8221;, credendo così di comportarsi in modo cosmopolita e aperto, ed etichettando coloro che non accettano tale connessione come snob, e giustificandosi dietro l&#8217;idea del networking e della condivisione a tutto tondo.</p>
<p>Ed invece no, non funziona così.</p>
<p>Se si crede che il network personale sia un vantaggio unico e di valore nel lungo periodo, e che questo sia rappresentato anche tramite i social network, l&#8217;abuso delle pratiche suddette può portare ad un <strong>affievolimento del mezzo</strong>, della capacità di selezione e per questo si potrebbe perdere lo scopo del social media, ed il vantaggio del network personale stesso, in quanto si andrebbero a formare reti cloni, indifferenziate, e senza valore aggiunto, che invece è alla base come causa e conseguenza del vantaggio di lungo periodo.</p>
<p>Se non si attua una <em>netiquette</em> ed un comportamento rigoroso anche online dunque (come invece si tende a fare nell&#8217;offline/almeno credo), <strong>si rischia di diventare un contatto morto</strong>, inutile, e ricordate bene che non c&#8217;è una seconda occasione per migliorare la prima impressione!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align:right;">Siro Descrovi<br />
<a href="http://www.siroindustry.com/" target="_blank">http://www.siroindustry.com/</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mktrsclub.wordpress.com/316/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mktrsclub.wordpress.com/316/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mktrsclub.wordpress.com&#038;blog=32871381&#038;post=316&#038;subd=mktrsclub&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Contamination Lab, la nuova realtà di Ca&#8217; Foscari</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 16:13:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mktrsclubvenice</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi vogliamo parlarvi di un nuovo progetto che nasce dalla collaborazione tra Ca’ Foscari e H-Farm, pensato per dare nuove e concrete opportunità agli studenti dell’ Ateneo: il Contamination Lab. [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mktrsclub.wordpress.com&#038;blog=32871381&#038;post=308&#038;subd=mktrsclub&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_309" class="wp-caption aligncenter" style="width: 480px"><a href="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/05/cl-1.jpg"><img class="size-large wp-image-309" alt="Ca' Foscari ContaminationLab" src="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/05/cl-1.jpg?w=470&#038;h=470" width="470" height="470" /></a><p class="wp-caption-text">Ca&#8217; Foscari ContaminationLab</p></div>
<p>Oggi vogliamo parlarvi di un nuovo progetto che nasce dalla collaborazione tra Ca’ Foscari e H-Farm, pensato per dare nuove e concrete opportunità agli studenti dell’ Ateneo: <a href="http://www.contaminationlab.ve.it/">il Contamination Lab</a>.<br />
Per capire bene di cosa si tratta, abbiamo pensato di intervistare Riccardo Longobardi, studente di Ca’ Foscari e autore del blog <a href="http://www.ideastartup.it/">Idea Startup</a>, che proprio in questi giorni era presente alla Digital Week assieme a Michele Scian per raccontare questa nuova iniziativa.</p>
<p><strong>Ciao Riccardo, raccontaci brevemente che cos&#8217;è il Contamination Lab e come è nata questa idea.</strong><br />
Il concetto di ContaminationLab è nato nel 2012 quando con il rapporto &#8220;Restart Italia!&#8221;  (disponibile sul <a href="http://www.sviluppoeconomico.gov.it/">sito del Ministero</a>), l’allora ministro Passera, rivolgendosi a tutti gli Atenei d’Italia, ha introdotto l’idea di promuovere l’incontro tra studenti, università e il mondo imprenditoriale. L’obiettivo era quindi quello di favorire la contaminazione tra questi soggetti, per portare alla creazione di percorsi imprenditoriali attraverso risorse digitali, la presenza di uno spazio dedicato e attività di networking con professionisti, startupper ed investitori.<br />
Questa idea si è concretizzata una settimana fa con l’uscita del sito internet: <a href="http://www.contaminationlab.ve.it/">www.contaminationlab.ve.it</a> e la prima presentazione ufficiale del progetto alla Ca’ Foscari Digital Week.</p>
<p><strong>A chi è rivolto il progetto?</strong><br />
Il ContaminationLab si rivolge a tutti gli studenti dell’università Ca’ Foscari, da quelli del primo anno fino ai dottorandi di ricerca; basta avere una dose di buona volontà e voglia di fare per tramutare in pratico quello che finora si è più che altro studiato nei libri.<br />
Ora siamo in una fase di preiscrizione, durante la quale chi fosse interessato ha la possibiltà lasciare i propri dati nell’<a href="http://www.contaminationlab.ve.it/">apposita sezione</a> del sito e rimanere informato dei prossimi eventi e sviluppi del progetto.</p>
<p><strong>Quando è previsto l&#8217;inizio del Contamination Lab?</strong><br />
Il progetto ufficialmente è partito già dai primi di Maggio, in questo momento siamo in fase di promozione per vedere quanti studenti sono interessati a partecipare al laboratorio, sia lasciando i dati sia presenziando ai prossimi eventi del 25 maggio al FestivAlumni e di Giugno in H-Farm.<br />
Da Ottobre molto probabilmente inizieranno a strutturarsi le offerte, soprattutto quella del <em>“catch”</em> con i progetti innovativi che le aziende proporranno agli studenti.</p>
<p><strong>Che supporto avranno gli studenti del Contamination Lab?</strong><br />
Il Contamination Lab essendo un progetto nato dall’ Università Ca’ Foscari in collaborazione con H-Farm, avrà a disposizione un vasto numero di esperti, professori, imprenditori e mentors che aiuteranno e supporteranno gli studenti nello svolgimento dei vari progetti.</p>
<p><strong>Sarà presente uno spazio fisico?</strong><br />
Per ora è presente solamente il sito dove è in particolare movimento la sezione <em>“learn</em>” con un infografica in uscita a breve e gli eventi imminenti in arrivo.<br />
Dall’inizio del prossimo anno accademico sarà di sicuro presente uno spazio fisico dedicato per gli studenti, probabilmente a San Giobbe ma è ancora in fase di valutazione.</p>
<p><b>Quali opportunità pensi che questo progetto possa offrire agli studenti?</b><br />
Le 3 offerte che propone il Contamination sono quello che un po’ mancava all’università fino ad oggi: una sorta di “palestra di imprenditorialità” con la possibilità di entrare nel pratico degli studi effettuati;  dagli eventi e informazioni della fase di <i>“learn”, </i> passando ai progetti multidisciplinari da portare a termine nella fase di <i>“catch”, </i> fino allo sviluppo della propria idea imprenditoriale nell’ultima fase di <i>“launch”.</i></p>
<p style="text-align:right;"><strong>Olga Baratto</strong></p>
<div id="attachment_310" class="wp-caption aligncenter" style="width: 480px"><a href="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/05/cl-digital.jpg"><img class="size-large wp-image-310" alt="ContaminationLab @Ca'Foscari Digital Week" src="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/05/cl-digital.jpg?w=470&#038;h=629" width="470" height="629" /></a><p class="wp-caption-text">ContaminationLab @Ca&#8217;Foscari Digital Week</p></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mktrsclub.wordpress.com/308/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mktrsclub.wordpress.com/308/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mktrsclub.wordpress.com&#038;blog=32871381&#038;post=308&#038;subd=mktrsclub&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Seize digital’s chance: le nuove professioni del digitale</title>
		<link>http://mktrsclub.wordpress.com/2013/05/13/seize-digitals-chance-le-nuove-professioni-del-digitale/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 08:07:56 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Digital Week 2013]]></category>
		<category><![CDATA[Ca' Foscari Digital Week]]></category>
		<category><![CDATA[Confindustria]]></category>
		<category><![CDATA[Digital]]></category>
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		<category><![CDATA[Veneto]]></category>

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		<description><![CDATA[All’interno del ciclo di incontri e workshop organizzati da Cà Foscari Digital Week, non poteva mancare un focus sulle opportunità lavorative create dal settore ICT (Innovation Communication Technology). L’incontro si [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mktrsclub.wordpress.com&#038;blog=32871381&#038;post=300&#038;subd=mktrsclub&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>All’interno del ciclo di incontri e workshop organizzati da Cà Foscari Digital Week, non poteva mancare un focus sulle <strong>opportunità lavorative create dal settore ICT</strong> (Innovation Communication Technology).<br />
L’incontro si è tenuto l’8 maggio presso l’aula Mario Baratto della sede centrale di Cà Foscari e ha visto alternarsi quattro professionisti del settore, che coordinati dal prof. Leonardo Buzzavo, hanno permesso di aprire gli occhi su nuove prospettive e importanti sfide tracciate dal digitale.</p>
<div id="attachment_304" class="wp-caption aligncenter" style="width: 480px"><a href="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/05/308583_575554815809607_392575285_n.jpg"><img class="size-large wp-image-304" alt="Ringraziamo per le immagini Diego Busatto, fotografo di YouCrea." src="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/05/308583_575554815809607_392575285_n.jpg?w=470&#038;h=313" width="470" height="313" /></a><p class="wp-caption-text">Ringraziamo per le immagini Diego Busatto, fotografo per YouCrea.</p></div>
<p>Edoardo Cassina, Global Content Manager- Social Media di Nokia, mette in chiaro che “<em>digitale non è solo codice</em>”: si commetterebbe un errore pensare che il digitale sia di dominio esclusivo dei programmatori informatici. Al contrario, esso apre le porte a interessanti figure a cui, tuttavia, si richiede in primis la capacità di gestire il <strong>CAMBIAMENTO</strong> in un settore che va veloce e che fermenta di novità.</p>
<p>A tal proposito, Pasquale Popolizio, coordinatore del Gruppo Web Skills Profiles e vice-presidente di IWA Italy, invita a prendere visione dei 21 profili professionali del Web stilati nel sito <a href="http://www.skillprofiles.eu/">www.skillprofiles.eu</a>. Tra questi, il <strong>Community Manager</strong> e il <strong>Reputation Manager</strong> risultano particolarmente desiderati se si pensa alla necessità non solo di gestire e di incentivare le relazioni che si creano sulle varie risorse Web (siti Web, blog, social network), ma anche di monitorare e di interpretare il “sentiment” che i contenuti virtuali creano inevitabilmente attorno ad una persona (pensiamo a una celebrity) o a un‘impresa.<br />
Non si perde l’occasione per ricordare I’importanza dei social network come <strong>mezzo di recruitment</strong>: LinkedIn, in particolare, è utilizzato dal 97% dei recruiters americani. Di conseguenza risulta opportuno curare e completare i propri profili, in altre parole si richiede di fare l’editing di se stessi, consapevoli che la propria reputazione passa attraverso i social media!</p>
<div id="attachment_303" class="wp-caption aligncenter" style="width: 480px"><a href="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/05/217129_575554065809682_1897478325_n.jpg"><img class="size-large wp-image-303" alt="Ringraziamo per le immagini Diego Busatto, fotografo per YouCrea." src="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/05/217129_575554065809682_1897478325_n.jpg?w=470&#038;h=313" width="470" height="313" /></a><p class="wp-caption-text">Ringraziamo per le immagini Diego Busatto, fotografo per YouCrea.</p></div>
<p>Stiamo assistendo ad una “<em>crisi economica ma anche di significati</em>” sottolinea Buzzavo passando la parola a <strong>Gianni Potti</strong>, Presidente Confindustria Servizi Innovativi Veneto e imprenditore della comunicazione e del digitale presso Action. Potti coglie l’occasione per marcare la necessità di un <strong>cambio culturale</strong>: “<em>non cambia il sistema veneto finché non cambia l’imprenditore</em>”. Ora come ora, I’imprenditore deve farsi guidare da un management d’eccellenza ed ibridare il manifatturiero al digitale. Il digitale, infatti, deve essere visto come un’ occasione per ripensare il processo produttivo, come uno straordinario strumento senza il quale si è, altrimenti, tagliati fuori dalla competizione. Si tratta di un cambio di mentalità richiesto non solo alle realtà imprenditoriali ma anche e soprattutto al settore pubblico affinché si migliori la qualità dei servizi offerti alla collettività. Basti pensare al Wi-fi gratuito per tutti al fine di superare il cosiddetto “digital divide” di cui soffre l’Italia.</p>
<p>Infine, significativo l’intervento di <strong>Matteo Rigamonti</strong>, fondatore di Pixartprinting, che tiene a precisare il fatto che “<em>il digitale è uno strumento ma le esigenze sono le stesse</em>” tracciando, così, un parallelo con il passaggio dal cavallo alla macchina: come è cambiato il modo di muoversi, ora sta cambiando il modo di operare sul mercato, di comunicare, di tessere relazioni fuori e dentro l’impresa. E proprio all’interno delle imprese si profila il bisogno di un <strong>mediatore culturale</strong>, di una figura cioè capace di promuovere il dialogo tra le varie figure aziendali al fine di superare l’incomunicabilità causata dai loro differenti linguaggi e obiettivi.</p>
<p><strong>FARE SISTEMA</strong> è l’obiettivo ultimo che accomuna tutte le organizzazioni private e pubbliche. A questo fine il digitale rappresenta uno straordinario incentivo per coinvolgere online e offline tutti gli attori del network.<br />
Il digitale, un settore che pone nuove sfide e, specialmente, nuove opportunità lavorative.</p>
<p style="text-align:right;"><strong>Giorgia Callegaro</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mktrsclub.wordpress.com/300/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mktrsclub.wordpress.com/300/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mktrsclub.wordpress.com&#038;blog=32871381&#038;post=300&#038;subd=mktrsclub&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Ringraziamo per le immagini Diego Busatto, fotografo di YouCrea.</media:title>
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			<media:title type="html">Ringraziamo per le immagini Diego Busatto, fotografo per YouCrea.</media:title>
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		<title>Marketers Club presenta Kunerango @ Ca’ Foscari Digital Week</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2013 17:48:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mktrsclubvenice</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 08 Maggio inizierà ufficialmente l’edizione 2013 della Ca’ Foscari Digital Week, tre giorni ricchi di incontri e workshop volti ad approfondire il tema dell’innovazione e delle tecnologie digitali. Anche [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mktrsclub.wordpress.com&#038;blog=32871381&#038;post=279&#038;subd=mktrsclub&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-289 aligncenter" title="Ca' Foscari Digital Week" alt="" src="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/05/1303404287_original1.jpg?w=470"   /></p>
<p>Mercoledì 08 Maggio inizierà ufficialmente l’edizione 2013 della<a href="http://www.digitalweek.it"> Ca’ Foscari Digital Week</a>, tre giorni ricchi di incontri e workshop volti ad approfondire il tema dell’innovazione e delle tecnologie digitali.<br /> Anche noi di Marketers in qualità di gruppo studentesco cafoscarino, abbiamo voluto contribuire nel nostro piccolo a questo grande evento  e proprio nella giornata di apertura saremo presenti per introdurre una startup da poco entrata nel grande incubatore di H-Farm: <a href="http://www.kunerango.com/it/landing">Kunerango</a>.</p>
<p style="text-align:left;">Gli incontri della prima giornata saranno infatti tutti legati al tema dell&#8217;impatto che le tecnologie digitali hanno sulla società e sugli atenei, e proprio per questo abbiamo pensato di invitare i founder di Kunerango, una piattaforma web e social dedicata al mondo dell’educazione e pensata per unire studenti e professori. Un’idea nata proprio da un gruppo di studenti che hanno voluto sfruttare le potenzialità del digitale per agevolare la vita dei loro colleghi universitari, coinvolgendo nella piattaforma anche i docenti che hanno uno spazio a loro dedicato. Durante l’incontro che si svolgerà <strong>il</strong> <strong>giorno</strong> <strong>08 Maggio dalle ore 17.30 presso gli spazi espositivi di Ca’ Foscari</strong>, i ragazzi di Kunerango si racconteranno e ci faranno provare la loro piattaforma che a breve sarà disponibile anche per l’Università di Venezia.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="size-large wp-image-292 aligncenter" title="Kunerango" alt="" src="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/05/kunerango.png?w=470&#038;h=282" width="470" height="282" /></p>
<p>Ma la Ca’ Foscari Digital Week continuerà anche nei giorni successivi, in particolare vi segnaliamo il <a href="http://www.digitaleconomyforum.it">Digital Economy Forum</a> (DEF) nella giornata del 09 Maggio, appuntamento annuale organizzato dall’ambasciata USA che quest’anno si terrà nella sede di Ca’ Foscari e che ospiterà speaker di calibro internazionale, e <a href="http://www.digitalweek.it/2013/04/il-mecenate-danime-incontra-riccardo-luna-cambiamo-tutto-la-rivoluzione-degli-innovatori/">l’incontro</a> con Riccardo Luna ed Andrea Bettini nel pomeriggio del 10 Maggio, volto a sottolineare l’importanza  dell’innovazione per un cambiamento del nostro Paese.</p>
<p>Tutti i numerosi appuntamenti di questi tre giorni all’insegna del digitale saranno aperti e completamente gratuiti, per non perderne nemmeno uno vi rimandiamo al <a href="http://www.digitalweek.it/2013/02/cfdw13-online-il-programma/">programma completo</a> della Digital Week, noi vi aspettiamo Mercoledì 08 Maggio assieme ai ragazzi di Kunerango per scoprire le nuove frontiere dell’ Università 2.0!</p>
<p style="text-align:right;"><strong>Olga Baratto</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mktrsclub.wordpress.com/279/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mktrsclub.wordpress.com/279/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mktrsclub.wordpress.com&#038;blog=32871381&#038;post=279&#038;subd=mktrsclub&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Ca&#039; Foscari Digital Week</media:title>
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		<title>United Colors of Benetton: un&#8217;insight nel settore dell&#8217;abbigliamento</title>
		<link>http://mktrsclub.wordpress.com/2013/04/13/267/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Apr 2013 12:23:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mktrsclubvenice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Tacchini]]></category>
		<category><![CDATA[Benetton]]></category>
		<category><![CDATA[Brand Equity]]></category>
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		<category><![CDATA[Product Manager]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 4 Aprile presso il Campus Cà Foscari di Treviso si è svolto l’ultimo incontro di Marketers Club, che ha visto protagoniste tre figure di spicco della nota azienda United [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mktrsclub.wordpress.com&#038;blog=32871381&#038;post=267&#038;subd=mktrsclub&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/04/482224_292563070875283_979966525_n.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-270" alt="482224_292563070875283_979966525_n" src="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/04/482224_292563070875283_979966525_n.jpg?w=470&#038;h=302" width="470" height="302" /><br />
</a>Il 4 Aprile presso il Campus Cà Foscari di Treviso si è svolto l’ultimo incontro di Marketers Club, che ha visto protagoniste tre figure di spicco della nota azienda United Colors of Benetton, accumunate da personalità carismatica e solida esperienza internazionale.</p>
<p>Questo incontro ci ha permesso di approfondire le attività di specifiche figure aziendali tipiche del mondo dell’abbigliamento, riuscendo anche a strappare ai nostri ospiti qualche consiglio di vita.</p>
<p>Ma conosciamo ora i nostri ospiti più da vicino:</p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">Barbara Tacchini, Head of Buying &amp; In-Store activation</span> </strong><br />
Laureata in Economia, dopo un’esperienza in un‘agenzia di comunicazione a Milano, Barbara entra nella realtà commerciale lavorando inizialmente per Fila per poi trasferirsi in Germania inserendosi in Adidas come category manager. Lavorare in Adidas ha rappresentato una significativa tappa nel suo percorso professionale che successivamente le ha aperto le porte in Levis Strauss &amp; Co.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Romina Rasulo, Head of merchandising apparel</strong></span><br />
Laureata in Lingue, inizia la carriera professionale in Benetton come product manager, ruolo che la farà approdare successivamente in Inditex-Zara. La realtà multinazionale di Zara permette a Romina di crearsi un importante bagaglio di competenze che le consentirà di ritornare in Italia per ricoprire la posizione di senior merchandiser in Diesel.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Mauro Albertini, Accessories and Footwear Merchandising Manager</strong></span><br />
Laureato in Economia, dopo un biennio nel settore del turismo e un’incursione nella finanza come operatore finanziario, Mauro entra in Calzedonia S.p.a. dove ha saputo ricoprire diverse figure. Da responsabile della filiale ungherese, a responsabile della collezione Intimissimi fino a country manager in Polonia. La carriera nel mondo dell’accessorio continua lavorando come direttore commerciale di Calze Ileana S.p.a e come manager per lo sviluppo internazionale di Kuvera S.p.a. titolare del brand Carpisa.</p>
<p><a href="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/04/482224_292563070875283_979966525_n.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-269" alt="17909_292564960875094_833432614_n" src="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/04/17909_292564960875094_833432614_n.jpg?w=470&#038;h=313" width="470" height="313" /></a></p>
<p><span style="color:#0000ee;"><span style="text-decoration:underline;"> </span></span></p>
<p>Tre manager quindi, accumunati da due fattori cardine, emersi più volte durante l&#8217;incontro: l’esperienza lavorativa all’estero e la passione per il proprio lavoro.</p>
<p>Molte sono state le domande fatte ai nostri ospiti, che si sono dimostrati pronti a rispondere a tutte le curiosità dei numerosi partecipanti all’event,o che oltre ai soci del club ha visto la presenza di molti studenti della laurea triennale in Commercio Estero. E&#8217; proprio grazie alla curiosità di una platea attiva com’è stata quella di Giovedì che siamo riusciti risolvere alcuni dubbi in relazione al ruolo del <em>product manager</em> nel settore  dell’abbigliamento, figura che viene a volte erroneamente associata a quella del <em>merchandiser</em>.</p>
<p>Mentre il<strong> merchandiser</strong> si occupa propriamente di costruire la collezione della stagione decidendo quali capi di abbigliamento inserire, in che quantità, in  quale fascia di prezzo e con quali caratteristiche, il <strong>product manager</strong> è si occupa invece di realizzare e industrializzare successivamente la collezione. Fondamentale in questo processo è anche il passaggio intermedio con l’<strong>ufficio stile</strong> che si occupa invece di disegnare propriamente la collezione rispettando gli input che gli vengono dati dal merchandiser; quest’ultimo per decidere che cosa proporre, dovrà quindi avere un’ottima conoscenza dei mercati in termini di competitors, sia a livello di prodotti che a livello di prezzi, soprattutto in un momento di crisi come questo dove la sensibilità del consumatore al prezzo è enorme.</p>
<p>Ma l’analisi della concorrenza diventa fondamentale anche nel momento di apertura di nuovi punti vendita, specialmente quando si tratta di nuovi mercati. Nel settore dell’abbigliamento infatti non è sufficiente che un mercato abbia un buon potenziale in quanto in alcuni Paesi ci sono aziende che hanno una presenza così radicata che rende difficile l’inserimento di nuovi marchi, un esempio tra tutti è il gruppo Inditex in Spagna.<br />
Interessanti in ottica di sviluppo del marchio diventano invece le aperture di nuovi negozi nelle vie più importanti delle maggiori città che non si dimostrano un investimento in termini di profitto, ma in termini di immagine. A conferma di questa teoria Mauro ci racconta come il marchio<strong> Carpisa</strong>, dopo aver aperto un punto vendita in Oxford Street a Londra abbia triplicato le sue richieste di franchising, dimostrazione di come le vie dello shopping assumano la valenza di vere e proprie vetrine che incidono in modo strategicamente determinante sull’immagine dei marchi esposte in esse.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-271" alt="558780_292563677541889_1282596817_n" src="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/04/558780_292563677541889_1282596817_n.jpg?w=470&#038;h=313" width="470" height="313" /></p>
<p>Rimane però da sottolineare come poi la<em> brand equity</em> di un marchio dipenda molto dai mercati in cui il marchio è presente. Sono rari gli esempi di<em> brand mass market</em> percepiti in modo univoco in tutti i mercati: ad esempio all&#8217;appena citato Zara, del gruppo Inditex, marchio molto forte nei paesi latini, viene preferito H&amp;M nei paesi nordici. Nel processo di posizionamento di un marchio diventa quindi necessario<strong> tenere conto delle differenze che si riscontrano da Paese a Paese</strong> e che diventano determinanti nello sviluppo della brand equity del marchio stesso.</p>
<p>Certo ci sarebbe ancora molto da approfondire e chissà che non si presenti un’altra occasione per farlo, intanto possiamo dire che questo incontro ci ha permesso di fare chiarezza sulle dinamiche del mondo dell’abbigliamento attraverso l’esperienza diretta di tre persone che da sempre lavorano all’interno di questa realtà di per sé complessa e che in un pomeriggio sono riusciti a trasmetterci la che hanno passione per il proprio lavoro. È proprio la passione, infatti, che insieme alla tenacia e all’umiltà deve tenere sempre acceso sia chi si sta affacciando al mondo del lavoro sia chi, invece, è più navigato, nella convinzione di non essere mai arrivati e che la collaborazione è una carta vincente.</p>
<p>D’obbligo allora un ringraziamento ai nostri ospiti e a tutti i partecipanti, oltre che a <strong>Francesco Favaro</strong>, autore anche del blog <a href="http://wp.me/p210u2-dX" target="_blank">Weekly Marketing Quote</a>,  che ci ha permesso di organizzare quest’incontro e che.. di passione ne ha da vendere!</p>
<h5 style="text-align:right;">Olga Baratto, Giorgia Callegaro</h5>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mktrsclub.wordpress.com/267/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mktrsclub.wordpress.com/267/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mktrsclub.wordpress.com&#038;blog=32871381&#038;post=267&#038;subd=mktrsclub&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Storming Pizza 21.03.2013</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2013 17:46:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa una piccola rappresentativa del nostro club ha partecipato alla Storming Pizza, l’ormai famoso appuntamento del giovedì di H-farm, con pitch e &#8211; ovviamente &#8211; pizza. Questa edizione [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mktrsclub.wordpress.com&#038;blog=32871381&#038;post=250&#038;subd=mktrsclub&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/03/storm.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-253" alt="Storm" src="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/03/storm.jpg?w=470&#038;h=313" width="470" height="313" /></a>Qualche giorno fa una piccola rappresentativa del nostro club ha partecipato alla <strong><em>Storming Pizza</em></strong>, l’ormai famoso appuntamento del giovedì di <strong>H-farm</strong>, con pitch e &#8211; ovviamente &#8211; pizza.</p>
<p>Questa edizione ha avuto qualcosa di diverso però: le iniziative presentate sono tutte nate all’interno del <em>MasterLab in Digital Economics and Entrepreneurship</em> di <strong>Digital Accademia</strong>. Start-up ancora da lanciare sul mercato quindi, ma già sviluppate con una discreta completezza, caratteristica che i pitch dello storming non sempre hanno.</p>
<p><a href="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/03/486027_628141937211381_750461632_n.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-252" alt="486027_628141937211381_750461632_n" src="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/03/486027_628141937211381_750461632_n.jpg?w=470&#038;h=313" width="470" height="313" /></a>I primi a presentarsi sono i ragazzi di <strong>WOTE</strong>, una mobile app pensata per <strong>rendere più coinvolgente e interattivo un evento</strong> facendone interagire i partecipanti. L’idea è semplice: l&#8217;utente si geolocalizza sull’evento, partecipa votando, esprimendo una preferenza o quant’altro e viene ricompensato con premi di vario tipo, ad esempio gadget. L&#8217;offerta per il partecipante è semplice: interfaccia divertente, possibilità di interagire live e possibilità di essere ricompensato.  Triplice è al contempo anche il vantaggio per chi crea l&#8217;evento:</p>
<ol>
<li>Aumento della <em>brand awareness,</em> grazie alla possibilità di costruire una campagna completamente brandizzata;</li>
<li>Acquisizione dei dati degli utenti, altamente profilatizzati (attraverso la connessione a Facebook);</li>
<li>Alimentazione del<em> social buzz</em> dell’evento.</li>
</ol>
<p>Particolare è il modo in cui si affronta il<strong> trade-off customizzazione/scalabilità.</strong> Ai brand viene fornito un servizio standard ma flessibile, scaricando su di essi la possibilità di personalizzarlo sulla base del tipo di evento che si intende realizzare. La tipologia delle interazioni (condivisione foto/video, votazioni, ecc) è infatti decisa dal brand stesso sulla base degli obiettivi che intende raggiungere con la propria campagna.</p>
<p>Nel corso del botta e risposta è stato inoltre sottolineato come WOTE sia una piattaforma b2b che non ha l’obiettivo (o la pretesa a seconda dei punti di vista) di diventare social, escludendone quindi un eventuale utilizzo per eventi privati.</p>
<p>Concludendo, secondo la modesta opinione di chi scrive, nonostante i benefici per il brand siano palesi (se rapportati ad un costo adeguato ovviamente), il vero punto interrogativo si pone sulla capacità di incentivare il partecipante ad utilizzare la piattaforma: da un lato perché lo strumento geolocalizzativo gode di una penetrazione ancora relativamente bassa presso i suoi utilizzatori potenziali, dall’altro perché l’idea non mira a risolvere un problema migliorando lo stile di vita dell’individuo ma al puro entertainment quindi l’incentivo al suo utilizzo è già intrinsecamente inferiore.<a href="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/03/bybox.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-254" alt="Bybox" src="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/03/bybox.jpg?w=470"   /></a></p>
<p>La seconda presentazione è stata quella di <strong>BOX STONE ME</strong>. A chiunque almeno una volta è capitato di fare un acquisto online e fare i conti poi con la difficoltà di farsi trovare a casa al momento della consegna. Ecco, l’idea mira a risolvere questo problema attraverso il posizionamento e la gestione di <strong>delivery lockers</strong> in punti strategici della città: stazioni, metro, bar, uffici, università. Luoghi in cui una persona passa frequentemente quindi.</p>
<p>Il cliente si fa recapitare il pacco dove gli aggrada per poi ritirarlo nel momento più congeniale ai propri impegni. Confrontato con il modello attuale, con la consegna che avviene o su appuntamento o senza preavviso (e dopo due consegne andate a vuoto il cliente si deve recare al magazzino), è immediato capire il valore aggiunto che si offre al cliente (e anche le grandi possibilità di partnership con gli operatori locali).</p>
<p>Tralasciando il problema dell&#8217;occupazione di spazi pubblici e relativi appalti che non ci sembra di grande interesse (e neanche di gran rilevanza), il vero punto interrogativo in questo caso si pone sul grado di integrazione verticale che investirà questa innovazione. Questa idea è certamente molto brillante, ma di sicuro non nuova: <strong>Amazon</strong> ha già lanciato in diverse città americane e a Londra la sua versione di delivery lockers,<strong> DHL</strong> in Germania e altre aziende in Francia, Turchia, Canada e perfino in Estonia e Finlandia.</p>
<span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='470' height='295' src='http://www.youtube.com/embed/DgP-qlf58pY?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span>
<p>Cosa accomuna queste realtà in fase di sperimentazione? Il servizio lockers è offerto in maniera gratuita dalle aziende di spedizioni (che rappresenterebbero quindi la fase a monte di <em>BoxStoneMe</em>) che in tal modo sfruttano un grande risparmio di costo facendo arrivare tutti i pacchi in una sola destinazione, piuttosto che in diverse sparpagliate sul territorio.</p>
<p>Viene da chiedersi dunque: che spazio rimarrebbe se si dovesse competere con un colosso come DHL, che per di più offre lo stesso servizio in modo gratuito? O in alternativa, che incentivo avrebbe a lasciare la fase finale del suo servizio a operatori terzi? D’altro canto però, c’é da dire che anche un modello del tutto analogo a BoxStoneMe sembra si stia affermando piuttosto bene sul mercato inglese: <a href="http://my.bybox.com/" target="_blank"><strong>Bybox</strong></a> , che ha già più di 1300 siti sparsi per il paese (in questo caso il servizio è a pagamento). Leggermente diverso è quello di <strong>Kinek,</strong> che opera tra Stati Uniti e Canada. In questo caso la spedizione si appoggia a negozi locali indipendenti (un po’ come Western Union per capirci) che sono ben contenti di partecipare dato che spesso oltre al pacco, il cliente si ferma nel negozio per comprare anche qualcos’altro (visto che ha scelto lui la destinazione esatta di consegna). Concludendo l’idea è sicuramente valida e porta vantaggi sia dal lato della domanda che da quello dell’offerta, ci auguriamo che BoxStoneMe riesca a trovare il modo per imporsi in maniera efficace sul mercato italiano.</p>
<p>La terza idea presentata è stata, con nostro grande piacere, quella del team <strong><a href="http://www.xyresize.it/" target="_blank">XY Resize</a> </strong>già nostri ospiti all’edizione veneziana di<a href="http://mktrsclub.wordpress.com/2013/02/26/pillole-di-futuro-universita-ca-foscari/" target="_blank"> Pillole di futuro</a>. Ma per il commento delle ultime due idee dell’ultimo storming pizza imandiamo al blog dei ragazzi di<a href="http://www.ideastartup.it/2013/03/26/storming-pizza/" target="_blank"> <em><strong>Idea Startup</strong></em></a> con i quali abbiamo condiviso la piacevole serata.</p>
<h5 style="text-align:right;">Andrea Usai</h5>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mktrsclub.wordpress.com/250/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mktrsclub.wordpress.com/250/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mktrsclub.wordpress.com&#038;blog=32871381&#038;post=250&#038;subd=mktrsclub&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Pillole di Futuro @ Università Ca&#8217; Foscari</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Feb 2013 17:14:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Martedì 19 febbraio a San Giobbe (Venezia), grazie alla collaborazione tra Marketing Arena e Marketers Club, si è svolta la terza edizione di Pillole di Futuro. Nove ospiti, dieci minuti a [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mktrsclub.wordpress.com&#038;blog=32871381&#038;post=238&#038;subd=mktrsclub&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/02/482467_389821634447610_363818366_n.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-240" alt="Pillole di Futuro @ Università Ca' Foscari Venezia - Locandina" src="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/02/482467_389821634447610_363818366_n.jpg?w=470&#038;h=313" width="470" height="313" /></a>Martedì 19 febbraio a San Giobbe (Venezia), grazie alla collaborazione tra <a href="http://http://marketingarena.it/" target="_blank">Marketing Arena</a> e <a href="http://mktrsclub.wordpress.com" target="_blank">Marketers Club</a>, si è svolta la<strong> terza edizione di <a href="http://pilloledifuturo.it/" target="_blank">Pillole di Futuro</a></strong>. Nove ospiti, dieci minuti a testa per raccontare la propria storia, presentati di Giorgio Soffiato e Francesco Favaro.<span id="more-238"></span></p>
<p>Visto il pubblico formato in prevalenza da studenti, il focus degli interventi è stato proprio il ventaglio di possibilità che si prospettano per un giovane una volta finita l’università.</p>
<p>E&#8217; stato molto interessante notare come lo stile del discorso fosse totalmente differente a seconda del percorso di vita intrapreso da ognuno. Infatti, seppur con solo dieci minuti a testa, i diversi ospiti sono riusciti a dare un assaggio, una “pillola”, di ciò che caratterizza il loro mondo. Impossibile non notare la differenza di vedute ad esempio tra <strong>Ilaria Papparella</strong>, rappresentante di <a href="http://www.tecnoverdesrl.it/" target="_blank">Tecnoverde</a>, una piccola azienda specializzata in progettazione, realizzazione e manutenzione del verde e <strong>Luca Schibuola</strong>, web manager di <a href="http://www.bancaifis.it/Pages/default.aspx" target="_blank">Banca Ifis</a>. Una, caratterizzata dalla tipica modestia del piccolo imprenditore veneto, orientata al territorio, al miglioramento dell’impresa familiare e l’altro, manager di banca, orientato alla soddisfazione del cliente, al miglioramento del prodotto, alla reputazione dell’impresa.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-239" alt="Giorgio Soffiato @ Pillole di Futuro (Università Ca Foscari Venezia, 19 febbraio 2013)" src="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/02/524968_271110679687189_1285508782_n.jpg?w=470&#038;h=470" width="470" height="470" /></p>
<p>O ancora alla differenza tra <strong>Alessandro Biggi</strong> (<a href="http://20lin.es/" target="_blank">20lin.es</a>) [n.d.r. ne abbiamo parlato anche <a href="http://mktrsclub.wordpress.com/2012/12/07/20lines-pillole-di-futuro/" target="_blank">qui</a>], <strong>Filippo Tognola</strong> (<a href="http://www.mindtheplace.com/" target="_blank">Mind the Place</a>), e il team di <a href="http://www.xyresize.it/" target="_blank"><strong>XY Resize</strong></a>, un gruppo di classici start upper in cerca di massa critica da attrarre sulla propria piattaforma e di un modello di business che sia sostenibile, e <strong>Nicolò Ghibellini</strong>, avvocato 2.0 che invece guarda alle nuove tecnologie come ad un nuovo ambito di applicazione della propria materia.</p>
<p>Pur essendo il background, la formazione e la visione del mondo così diversi da ospite ad ospite, è stato interessante notare come dal punto di vista dei valori alla base del proprio percorso ci fosse una sostanziale convergenza. Tutti hanno sottolineato<strong> l’importanza di riuscire a divertirsi col proprio lavoro, di essere appassionati di quello che si fa</strong>. Oltre a questo, l’importanza di porsi in questo contesto sempre mutevole in maniera attiva, <strong>non subire i cambiamenti ma anzi diventarne il motore</strong> essendo disposti a mettersi in discussione, senza ancorarsi a routine e modi di fare che in passato hanno garantito un certo successo e una certa dose di tranquillità.</p>
<p><a href="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/02/rendimax.png"><br />
</a> <a href="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/02/tecnoverde.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-243" alt="tecnoverde" src="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/02/tecnoverde.png?w=470&#038;h=337" width="470" height="337" /></a>Proprio questo aspetto è stato lampante nella presentazione di Ilaria (Teconoverde), che pur avendo preso in mano un&#8217;azienda familiare (tradizionalista di default) si è accorta di non poter restare ferma in un mondo che cambia continuamente. Vedere un’azienda agricola connessa alla rete attraverso l’uso di blog, twitter e facebook in virtù di una <strong>disintermediazione</strong> con il cliente o con l’utilizzatore finale non è certo cosa da tutti i giorni (perlomeno nel Nord-Est).</p>
<p>Il concetto di disintermediazione ritorna più volte da un intervento ad un altro. Sta diventando un vero <strong>punto di rottura rispetto al passato</strong> (soprattutto per chi si occupa di servizi), grazie allo sviluppo delle tecnologie dell’informazione. La comunicazione diretta con il cliente sta diventando infatti per molti più che fonte di vantaggio competitivo, un obbligo per non rimanere indietro rispetto ai concorrenti, visto che i cambiamenti che ne derivano sono difficilmente reversibili.</p>
<p>La maggior partecipazione, la possibilità di dire la propria opinione, di mettersi in comunicazione in tempi rapidi con l’azienda, di scambiarsi informazioni sui prodotti, conferiscono al consumatore<strong> un potere a cui difficilmente rinuncerà</strong>. Vedere in settori generalmente tradizionalisti soggetti che si innovano in questo senso lascia di certo una sensazione di piacevole sorpresa.</p>
<p><a href="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/02/rendimax.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-242" alt="rendimax" src="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2013/02/rendimax.png?w=470&#038;h=105" width="470" height="105" /></a></p>
<p>Oltre a Tecnoverde, molto interessante da questo punto di vista è stata la presentazione di Luca (Banca Ifis) su <strong>Rendimax</strong>, un conto deposito <strong>sviluppato a partire dalle opinioni dei clienti raccolte sul Web</strong>. Tramite il sito, facebook, twitter e il blog si sono raccolte feedback in merito alle caratteristiche desiderabili e a partire da queste si è sviluppato il prodotto bancario. Il contatto con la clientela non si è esaurito nello sviluppo del prodotto ma si mantiene costante per l’intero ciclo di vita della relazione con il cliente. Ciò da un lato espone l’azienda ad un confronto diretto con lo stesso, dall’altro <strong>conferisce credibilità, senso di partecipazione e di equità</strong>.</p>
<p>Interessante quindi perchè strano a parer mio vedere un caso di disintermediazione nel settore bancario visto nell’immaginario collettivo come un settore casa di poteri forti, poco partecipativo, dove il potere contrattuale del cliente se non centro di interessi politici ed economici importanti, è limitato a “accetto le condizioni”, “firmo il contratto”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5 style="text-align:right;">Andrea Usai</h5>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mktrsclub.wordpress.com/238/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mktrsclub.wordpress.com/238/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mktrsclub.wordpress.com&#038;blog=32871381&#038;post=238&#038;subd=mktrsclub&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Incrementare i profitti con un nuovo concept: il caso Muji 2001</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Dec 2012 15:06:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 13 Dicembre il nostro campus economico di San Giobbe, Venezia, ha avuto il piacere di ospitare Masaaki Kanai, CEO e presidente di MUJI. Ciò di cui ci si accorge [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mktrsclub.wordpress.com&#038;blog=32871381&#038;post=183&#038;subd=mktrsclub&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2012/12/muji.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-187" alt="Masaaki Kanai, Presidente e Amministratore Delegato Muji, sarà presente giovedì 13 dicembre alle ore 16.00 presso l'Aula Magna di San Giobbe per un incontro dal titolo &quot;Incrementare i profitti con un nuovo concept: il caso Muji 2011&quot;" src="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2012/12/muji.jpg?w=470&#038;h=282" width="470" height="282" /></a>Il 13 Dicembre il nostro campus economico di San Giobbe, Venezia, ha avuto il piacere di ospitare <strong>Masaaki Kanai</strong>, CEO e presidente di <a href="http://www.muji.eu/" target="_blank"><strong>MUJI</strong></a>. Ciò di cui ci si accorge subito ascoltando le sue parole è la forte caratterizzazione che l’azienda porta con sé. <strong>Muji non solo è diversa dalle altre realtà, sceglie di esserlo.</strong> Questa scelta purtroppo, per quanto impregnata di convinzione, stenta ad arrivare nella sua totalità di significati fino al mondo Occidentale, che nonostante la globalizzazione, resta un universo distante da quello giapponese. Kanai esordisce sottolineando un aspetto per lui fondamentale del fare business, che forse troppe volte si dà per scontato: bisogna avere chiaro il concetto su cui si basa il proprio fare impresa. Senza un concetto chiaro, non si ha un&#8217;identità aziendale ben definita e le performance mancheranno di farsi sentire. Kanai quindi, ricostruisce il percorso storico dell’azienda che, tra successi e momenti di crisi, ha portato alla formazione della filosofia alla base del loro business.</p>
<p><a href="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2012/12/muji-1.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-190" alt="muji (1)" src="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2012/12/muji-1.jpg?w=470&#038;h=312" width="470" height="312" /></a></p>
<p>L’idea di Muji è quella di <strong>porsi in antitesi ad una società che avverte troppo consumistica</strong>, non sensibile a temi che valicano la capacità di monetizzare un’idea e che invece dovrebbero essere al centro del dibattito mondiale: la produzione di rifiuti, la salvaguardia dei territori e delle culture, la produzione di beni “funzionali” prima che commerciabili. Per perseguire questo scopo decide di slegarsi dal brand e dal design inteso in senso comune. Quest’ultimo, afferma, divenuto negli anni troppo spinto, ridondante e autoreferenziale doveva ritornare per Muji alla sua funzione originaria, estrema in quanto in controtendenza: eliminare l’elemento superfluo per dare prevalenza all’essenziale (così coniando il termine <em><strong>No-design</strong></em>). L’idea di non enfatizzare il ruolo del brand e nel design nella vendita fa parte non solo della strategia comunicativa ma anche e soprattutto dell’identità di Muji in quanto azienda.</p>
<p>Essa stessa non guarda a sé stessa come ad una brand, ma più come ad un veicolo di lifestyle. L’impegno quindi si concentra su:</p>
<ul>
<li>Qualità del prodotto</li>
<li>Qualità dell’ambiente di vendita</li>
<li>Qualità della comunicazione</li>
</ul>
<p>Alla luce di ciò e dei valori prima descritti si capisce perché entrando in un punto vendita Muji ci si accorge di <strong>non essere in un negozio tradizionale</strong>. Kanai sottolinea più volte l’impegno sociale e valoriale dell’azienda ma sorge spontaneo chiedersi se ci sia un’onestà intrinseca nelle sue parole, cioè realmente voglia dare un taglio per così dire filantropico a Muji in nome di un fare business consapevole, o sia solo un astuto posizionamento strategico che ha partorito una forte identità in ogni caso distante anni luce da qualsiasi concorrente.</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td><a href="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2012/12/mujipd.pdf"><img class="aligncenter  wp-image-186" alt="Oficina-PDF-icon" src="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2012/12/oficina-pdf-icon.png?w=50" width="50" /></a></td>
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<h5 style="text-align:right;">Andrea Usai</h5>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mktrsclub.wordpress.com/183/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mktrsclub.wordpress.com/183/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mktrsclub.wordpress.com&#038;blog=32871381&#038;post=183&#038;subd=mktrsclub&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Masaaki Kanai, Presidente e Amministratore Delegato Muji, sarà presente giovedì 13 dicembre alle ore 16.00 presso l&#039;Aula Magna di San Giobbe per un incontro dal titolo &#34;Incrementare i profitti con un nuovo concept: il caso Muji 2011&#34;</media:title>
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		<title>“noi valiamo quanto vale il nostro network&#8221;: Giorgio Soffiato a Mkrts</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Dec 2012 20:00:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Al mio primo incontro MKTRs sono stata folgorata: un gruppo di ragazzi che decide di condividere le proprie competenze, esperienze e opinioni per “combattere” la noiosa e a tratti, concedetemelo, inutile [&#8230;]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mktrsclub.wordpress.com&#038;blog=32871381&#038;post=172&#038;subd=mktrsclub&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://mktrsclub.wordpress.com/2012/12/19/172/p1050488/#main" rel="attachment wp-att-174"><img class="aligncenter size-large wp-image-174" alt="P1050488" src="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2012/12/p1050488.jpg?w=1024&#038;h=768" width="1024" height="768" /></a>Al mio primo incontro<strong> MKTRs</strong> sono stata folgorata: un gruppo di ragazzi che decide di condividere le proprie competenze, esperienze e opinioni per “combattere” la noiosa e a tratti, concedetemelo, inutile didattica frontale delle università italiane, è, per una studentessa-lavoratrice come me, una ventata d’aria fresca.</p>
<p>Ho partecipato all’incontro con <strong>Giorgio Soffiato</strong>, CEO di <a href="http://marketingarena.it/" target="_blank"><em>Marketing Arena</em></a>, da osservatrice attenta: cercavo di capire se tutto ciò fosse vero… Un’imprenditore, un ragazzo poco più grande di noi, apre le porte della sua azienda e ci insegna, fattivamente e materialmente, quali strumenti utilizza quotidianamente, per arrivare anche a discorsi sui massimi sistemi relativamente a <strong>come possiamo uscire da questa crisi, soprattutto di stimoli</strong>, che ci offusca la vista.</p>
<p>“Rovigo non è una scusa”, dice Giorgio, parlando della pianificazione (questa sconosciuta) per i piccoli imprenditori di provincia. Io re-interpreto questa frase anche per il contesto in cui sono cresciuta (una piccola città a metà tra Padova e Rovigo, appunto), in cui <strong>la mentalità tipica è lassista</strong> nel senso negativo del termine (lascio che gli altri facciano… al posto mio). L’intervento di Giorgio e questa nuova aria universitaria hanno corroborato il mio spirito e mi hanno punzecchiato nei punti giusti.</p>
<p>Molto interessanti sono stati gli <strong>spunti lavorativi</strong>, le mille referenze che ci ha dato Giorgio in un’ora abbondante di chiacchierata: libri, siti, strumenti, il più utilizzabile per la mia personale attività, per esempio, è stato <a href="http://topsy.com" target="_blank">topsy.com</a>, un motore di ricerca del “movimento” attorno a un sito o a una parola chiave. Perché <strong>“noi valiamo quanto vale il nostro network, quanto è più grande il tasso di crescita della nostra rete”</strong>. Con topsy.com possiamo vedere cosa gira attorno alla nostra azienda, al nostro blog, al nostro evento, quanti impulsi diamo al pubblico e quanti sono ri-attivati. Cosi possiamo valutare quanto valore aggiunto riusciamo a realizzare attraverso i contenuti che creiamo sul web, possiamo monitorare il tasso di conversione e i suoi driver. Per cui è importante avere anche un piano editoriale, una scaletta di argomenti da pubblicare, e uno dei lavori del futuro, secondo Giorgio Soffiato è proprio il <em>Social Specialist</em>, una sorta di “addetto stampa” del web.</p>
<p>A livello operativo, per coordinare un’azienda, o un’agenzia, o un’associazione poco gerarchica, con potere e responsabilità condivise, Soffiato ci mostra un semplice tool online per gestire i progetti e assegnare i task tra collaboratori e monitorare l’andamento e i risultati: <a href="http://podio.com" target="_blank">podio.com</a>.</p>
<p>Il lavoro di Giorgio Soffiato sembra quasi facile se elenchiamo tutti gli strumenti a disposizione sul web che semplificano la gestione di queste attività. Ma <strong>il problema in realtà è l’integrazione di questi strumenti </strong><strong>con la competenza</strong>, capacità e intuito umani che difficilmente, anche secondo il nostro ospite, rende “prodottizzabile” il lavoro di un’agenzia marketing seria come la sua.</p>
<p>Avrei due milioni di domande da fare a Giorgio Soffiato, vista l’attualità e le potenzialità dell’argomento, ma la più importante in realtà è: mi sveli la ricetta del tuo caffè? (come fa a far tutto?)</p>
<h5 style="text-align:right;">Chiara Gallana</h5>
<p style="text-align:center;"><img class="size-full wp-image-173 aligncenter" title="Marketers Club Venezia: incontro con Giorgio Soffiato di Marketing Arena" alt="Marketers Club Venezia: incontro con Giorgio Soffiato di Marketing Arena" src="http://mktrsclub.files.wordpress.com/2012/12/p1050504.jpg?w=470&#038;h=352" width="470" height="352" /></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mktrsclub.wordpress.com/172/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mktrsclub.wordpress.com/172/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mktrsclub.wordpress.com&#038;blog=32871381&#038;post=172&#038;subd=mktrsclub&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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